mercoledì 28 settembre 2016

VENDERE UNA STORIA (IN AMERICA)

Non è facile raccontare la trama di un film in pochi secondi. Ecco tutti i trucchi per presentare il tuo progetto in maniera sintetica. 
Hai la grande occasione della tua vita, sei davanti a un produttore, un regista o un attore hollywoodiano. Quali sono le tecniche per creare interesse attorno alla tua storia?   

 ELEVATOR PITCH

Sei a Los Angeles, al piano terra della torre della MGM Tower, e dalle vetrate ti godi la scintillante Century City, e quando nell’ascensore che ti porta al ventesimo piano incontri un dirigente della major hollywoodiana, sai benissimo che hai a disposizione un minuto e mezzo per abbordarlo e raccontargli della tua sceneggiatura. O meglio ancora, ti trovi al festival di Venezia e, dopo esserti fatto ore di fila per recuperare un accredito, torni in albergo, ti imbatti in Bruckheimer, le porte dell’ascensore si chiudono alle tue spalle e creano intimità con Jerry, ma lui è nervoso e non ha voglia di sentire la tua storia. Hai 90 secondi per raccontargli una sceneggiatura di 100 pagine, il tempo di salita di un ascensore, e poi le porte si apriranno e addio boss. Che fai? Sfoderi quello che in gergo si chiama l’Elevator Pitch.

Comunemente, si usa questa formula, per chiarire le caratteristiche essenziali del film e il conflitto drammatico alla base della storia:   
"La mia storia è (genere) circa (eroe) che dopo (premessa) vuole (obiettivo) nonostante (ostacoli)."

Questo vuol dire che una storia ha il suo protagonista che sta cercando di realizzare qualcosa e affronta un problema significativo. Il DNA del film è questo nucleo ben concentrato, una polpa succosa che dovrebbe entusiasmare degli estranei.

Hai bisogno di sorprendere i tuoi investitori e lasciare la tua storia «incollata» nella loro memoria. Non improvvisare. Stabilisci una connessione col tuo uditorio. Traduci la tua personale visione in un linguaggio informale che tutti possono capire. Comunica contenuti interessanti e fuori dal comune.


Il pitch contiene una premessa, il plot, il protagonista, il pericolo che corre, il conflitto principale e infine il setting della storia. 

Die Hard: Un poliziotto arriva a Los Angeles per rivedere sua moglie dopo tanto tempo ma il palazzo in cui lei lavora cade nelle mani dei terroristi.
Pretty Woman: Un uomo d’affari si innamora di una prostituta ingaggiata per accompagnarlo durante il weekend.
Thelma e Louise: Dopo aver ucciso il loro stupratore, due donne vogliono scappare in Messico.  

Dimostra di essere il maggior esperto della tua storia. Conosci gli angoli più riposti del mondo narrativo e sei in connessione profonda con i tuoi personaggi. Questo include che, per afferrare l’attenzione dell’interlocutore, puoi infilare nel pitch qualcosa su di te o su quello che ti ha spinto a scrivere questa storia. Potrebbe essere un aneddoto divertente sulla genesi del film, che si collega con il concept. Ad es. “Mi è venuto in mente una commedia sugli zombie che cercano di integrarsi in società perché una volta sono svenuto e sentivo che stavo per morire, e allora ho riflettuto sulla condizione dei non-morti.

I personaggi sono la chiave della storia. La nota che più spesso ricorre dopo un pitch nelle critiche di un ascoltatore è "avevo bisogno di sapere qualcosa di più sul personaggio." L’ascoltatore entra in sintonia con la storia attraverso il personaggio, che fa da guida emotiva del racconto. Qual è il suo posto nel mondo? Che caratteristiche ha il tuo eroe? Quale talento e quali difetti possiede? Che evoluzione compie nel corso della storia? Il tuo eroe deve apparire il personaggio ideale per vivere un certo tipo di avventura, che lo costringerà a superare i suoi limiti e gli farà rivelare se stesso attraverso la trama.  

Concentrati sugli elementi importanti. “Keep it simple”, si tratta di un vecchio adagio. Novanta secondi sono un tempo sufficiente solo per chiarire quale è la spina dorsale e in che modo cresce l'escalation. Non è possibile includere la sotto-trama, i personaggi secondari e tutti i colpi di scena. Fai affidamento solo sui punti di forza e valorizzali. Includi i dettagli che mettono in risalto l’azione e dedica un paio di frasi al tuo protagonista. Mantieni il fuoco sul plot principale e racconta in modo lineare l’evoluzione della storia. Non perderti in cose inutili che portano solamente confusione. Si ritiene che in un minuto e mezzo la mente di un ascoltatore possa assimilare al massimo due turning point. Non esagerare.

Crea immagini che restino nella mente. Aggiungi parole descrittive. Usa i 90 secondi a disposizione per comunicare in modo visivo la premessa folgorante, l’atmosfera originale e l’inconfondibile look del progetto. Devi essere avvincente ma anche piantare nella testa i semi del racconto e stimolare l’immaginazione. Un buon pitch ha la capacità di far germogliare idee e di suscitare immagini che creino aspettativa. Riesci a vedere il film nella tua testa? Bene, allora sei sulla strada giusta. La sceneggiatura migliore è quella che non ha bisogno di essere letta… ma che può essere afferrata semplicemente attraverso una frase di presentazione, una locandina cinematografica o uno slogan pubblicitario.    

Pensa a dei modelli. Mentre alcuni story-teller dissuadono gli sceneggiatori dall’utilizzare film di confronto, la vecchia scuola consiglia di citare storie già realizzate che siano simili alla tua e funzionino come riferimento narrativo e linguistico.
Ad esempio: Alien è come Lo squalo nello spazio.  
Anche se stai vendendo una tua "visione personale", a volte hai bisogno di specificare quali sono i modelli e le fonti di ispirazione. Utilizza come esempio quei film che sono simili nel tono e nel genere. Cita un’opera andata bene al box office o apprezzata dalla critica. In questo modo faraii capire il look del film e alluderai al tuo target di riferimento.

Assicurati che la storia abbia un gancio forte. Quando racconti il tuo film dovresti suscitare curiosità e “agganciare” l'ascoltatore. Non dire come va a finire la storia. Crea suspense. Mano a mano che la storia progredisce, fai salire la posta in gioco. L’incertezza sullo sviluppo porterà a due sentimenti contrastanti, come la paura e la speranza. Tutti gli spettatori si domanderannno se in Casablanca Rick ce la farà a restare indifferente all’amore o se ne La finestra sul cortile Jeffries risolverà il mistero di una sparizione. Questa domanda è essenziale per catturare l'immaginazione di quelle persone che potrebbero finanziare il tuo film.

LOG LINE

La versione scritta del pitch si chiama logline. Una logline o one-line è la descrizione del film in una o due frasi che descrivono la storia. Riassume in modo brutale il tuo script, qual è la tua storia e di cosa parla.

Una buona log-line è la moneta di scambio a Hollywood, e chi ne apprezza il valore la tratta come denaro.” (Blake Snyder)

Quello che si presenta agli studios ed alle agenzie americane di talenti è ancora una volta il pitch, affinché i produttori selezionino il progetto migliore e decidano di investire nella fase iniziale dello sviluppo. Le unità specializzate di Los Angeles lavorano mediamente a 2500 script all’anno, e solo un decimo di questi verranno realizzati. Per emergere tra i competitors, occorre catturare l’attenzione. Il pitch è più efficace se può essere ridotto a una sola catchphrase. Un’idea dirompente.

Indiana Jones: Un avventuriero vuole recuperare l’Arca Perduta prima dei nazisti   

I punti da focalizzare per scrivere una buona log-line sono:
1. Chi è il personaggio principale e che cosa vuole?
2. Quali sono gli ostacoli e quale è l’antagonista che l’eroe fronteggerà?
3. Quale è la posta in gioco per l’eroe?
4. Qual è il mondo narrativo e il setting del film?
5. Che cosa rende la tua storia unica?

Esprimi l’essenza del film in una sinossi rapida e potente, senza perderti in tanti fronzoli. Individua il tirante della storia e la sua originalità rispetto alle migliaia di sceneggiature che giacciono impilate una sull’altra nelle agenzie creative. 
  
Una buona logline deve contenere ironia. Sia che si tratti di una commedia che di un dramma, una storia che “acchiappa” deve contenere la giusta dose di umorismo. Tutte le migliori storie sono dotate di un tocco di leggerezza, oppure hanno una ironia drammatica nel catapultare i personaggi in situazioni scomode. Ecco perchè le storie del tipo “pesce fuor d’acqua” sono così popolari: permettono di intravedere in prospettiva le evoluzioni del personaggio e lo fanno finire dalla padella alla brace.    

Se è possibile, includi nel pitch un dispositivo che dia urgenza, che renda tutta la storia racchiusa in un lasso di tempo ristretto e dia un contest preciso. Il classic esempio è la bomba ad orologeria che fa tic-tac e deve essere disinnescata.

Non rivelare il finale dello script, anche se hai una conclusione migliore di quella de I soliti sospetti. La premessa e lo sviluppo della storia dovrebbero essere sufficienti per tenere viva l’attenzione del tuo ascoltatore. Se un produttore ci tiene a sapere il finale, allora si leggerà l’intera sceneggiatura. Un finale a sorpresa sarà un surplus, il bonus che si ottiene durante la lettura dello script.  

Alludi al tema di fondo della storia senza rovinare il piacere del racconto. Il pitch racconta l’azione al tempo presente e non fa mai sociologia spicciola né si apre a complesse questioni filosofiche. Il rischio di snocciolare il tema in una presentazione è che si appaia banali e scontati, dicendo frasi già sentite come "il crimine non paga". Tuttavia, si può suggerire una maggiore profondità della storia racchiudendo il tema in una sola parola. Ad esempio Stato di grazia è “un thriller su due amici irlandesi e il prezzo della fiducia perduta".

Conia una tag-line. Mettiti nei panni dell’ufficio marketing e pensa a qualcosa di intrigante e divertente (se è una commedia), oppure a qualcosa di tematico e potente (per un film drammatico). Suggerisci una domanda finale e lascia riflettere il tuo ascoltatore. Inventa uno slogan pubblicitario che spingerebbe gli spettatori ad andare a vedere il tuo film... e buona fortuna!