lunedì 29 luglio 2013

Altro che Amazon, per pubblicare il tuo e-book adesso c’è Bookolico!


INTERVISTA AI CREATORI DI BOOKOLICO - Una nuova editoria è possibile e lo dimostra la start up che ha rivoluzionato il mondo degli e-book. Sei uno scrittore interessato ad un nuovo tipo di self publishing? Hai un romanzo nel cassetto e vuoi trasformarlo in e-book in maniera gratuita? Vuoi entrare nell’editoria digitale dalle porte principali? Sei un appassionato di lettura e vorresti far parte di una community? Sei un lettore compulsivo e desideri dire la tua su quello che leggi? Allora c'è Bookolico. La piattaforma digitale che fa per te.  


Cari lettori, mettetevi comodi, perché oggi abbiamo intervistato per voi i creatori di Bookolico (www.bookolico.it), una start up cresciuta nell’incubatore Treatabit, costola digitale di I3P, del Politecnico di Torino. Il loro progetto imprenditoriale ha ricevuto allo SMAU di Torino il Premio Lamarck, assegnato da Confindustria. Bookolico propone un modello di self publishing diverso e radicale, che punta su tecnologie immersive e interattive e fa della condivisione la sua parola d’ordine.     
Siete pronti per un viaggio nell’editoria digitale ai tempi della lettura social? Bene, si parte.

Ci spiegate come funziona la vostra community dedicata agli e-book?
La nostra è una community per la distribuzione di ebook auto pubblicati. L’autore ci invia il suo testo, e noi creiamo l’ebook, in modo del tutto gratuito. Una volta messo online, il libro parte da un prezzo di 0,99€: per noi non cambia nulla se sei Stephen King o un perfetto sconosciuto… il prezzo di partenza sarà sempre di 0,99€. Ma non si tratta di una cifra definitiva: abbiamo creato un algoritmo che fa oscillare il prezzo dell’ebook dal minimo di 0,99 ad un massimo di 6,99€, in relazione al numero di copie vendute e ai pareri dei lettori. In pratica, nel nostro modello, l’autore raggiunge il suo pubblico senza spendere nulla, e il lettore ha il potere di assegnare il prezzo al libro.


Avete fatto un bilancio dei vostri primi mesi di attività? Quanti testi digitali avete pubblicato finora?

Siamo online dal Settembre 2012, e abbiamo pubblicato oltre 170 ebook, più di quelli pubblicati da Smashwords nel suo primo anno d’attività!


 "Self-publishing" significa auto-pubblicazione. Che differenza c’è con l’editoria a pagamento? Pensate che il self publishing potrà mettere in crisi la cosiddetta vanity press?

Speriamo di sì! Se una casa editrice intende pubblicare il tuo libro, non deve chiederti soldi per farlo. L’editore deve avere il coraggio di investire sull’opera e sull’autore, senza lucrare sui suoi sogni. Già i contratti delle case editrici sono sbilanciatissimi a sfavore dell’autore; se poi, oltre a dargli una minima revenue sugli incassi, gli si chiede del denaro per pubblicare, l’autore viene completamente martoriato. Nel nostro modello di self-publishing, invece, l’autore occupa un ruolo centrale: non spende nulla per pubblicarsi, e incassa l’80% sui guadagni.


Avete mai provato a farvi un’idea del target di Bookolico, del vostro “utente tipo”? E quanti sono numericamente i frequentatori della vostra community?


In questi mesi abbiamo raggiunto gli oltre 20.000 lettori. E’ un ottimo risultato, soprattutto considerando che non abbiamo speso nulla in marketing. Il nostro “utente tipo” è sicuramente appassionato di letteratura, legge (anche) in digitale ed è attivo sui social network.

Nel suo ultimo romanzo, Dan Brown lancia una frecciatina verso il self publishing e si mostra più benevolo verso gli  e-book (settore in cui vende molto). Ad un certo punto di Inferno il protagonista, Langdon, deve cercare un passo del Paradiso, ma non ha una copia della Divina Commedia con sé. Vede una signora anziana che ha l’iPhone e glielo chiede in prestito.
Nel giro di qualche secondo fu in grado di accedere a un link che offriva una versione digitale della Divina Commedia, accessibile gratuitamente. Quando la pagina si aprì esattamente al punto desiderato, dovette ammettere di essere colpito dalle nuove tecnologie. “Devo smetterla di avere un atteggiamento così snob a favore dei libri rilegati in pelle” si disse. “Gli e-book hanno davvero il loro perché”.
Che tipo di rivoluzione ha portato l’e-book nella fruizione delle opere? Che atteggiamento c’è in Italia nei confronti del nuovo mercato digitale?


Il brano di Dan Brown rende bene l’idea del potenziale degli e-book. In poche parole, gli e-book ci danno la possibilità di avere tutti i libri che desideriamo, ovunque e in qualunque momento. Basta avere con sé un e-reader o un tablet (o uno smartphone, come nel brano da te citato). Inoltre, l’e-book ci permette una lettura interattiva, in cui avere integrati un dizionario, un’enciclopedia e dei collegamenti ipertestuali. Possiamo anche prendere delle note o evidenziare dei passaggi, senza per questo danneggiare il libro. E possiamo trovare subito il passaggio che cerchiamo, come Langdon!
In Italia l’e-book è partito un po’ in sordina. Siamo sicuramente indietro rispetto ad altri mercati, come gli USA. Ma la crescita è esponenziale. Diciamo che nei prossimi anni, la lettura digitale supererà quella su carta. Ma questo non vuol dire che la carta sparirà del tutto. Noi, ad esempio, leggiamo in entrambi i formati: una cosa non esclude l’altra.


Seppure la nostra penisola stia molto indietro nel settore del digitale, il self publishing è un trend in crescita anche da noi e molte imprese si stanno cimentando col nuovo fenomeno. I vostri concorrenti vanno da Amazon, a Ilmiolibro a Narcissus, dalla mondadoriana Kobo fino alla piattaforma della Newton Compton Libro Mania. Chi vi fa più paura? Cosa avete voi in più dei vostri agguerriti competitors?

Il competitor più forte è certamente Amazon. Rispettiamo tutti i competitor, ma non abbiamo paura di nessuno: andiamo avanti per la nostra strada, convinti di poter affermare la nostra posizione.
Quello che ci distingue dalla maggior parte dei competitor, è certamente il ruolo chiave che diamo alla community. Per noi, infatti, l’aspetto social è centrale, sia per l’esperienza di lettura da parte del lettore, sia per la possibilità dell’autore di raggiungere il suo pubblico.
E poi siamo gli unici in assoluto a dare ai lettori il potere di assegnare il prezzo ai libri.


Avete qualche preferenza di genere letterario? Ci sono dei filoni che tirano di più rispetto ad altri tra gli utenti dell’editoria digitale? Finora quali sono i vostri libri più venduti? E quelli di cui andate più orgogliosi?

Non abbiamo preferenze: nel self-publishing non ci sono barriere in ingresso, quindi chiunque può pubblicare la propria opera, indipendentemente dal genere del libro. Sul nostro store, comunque, sono disponibili soprattutto opere di narrativa. Quelle che vendono di più, sono le opere di genere. Infatti, i nostri principali casi di successo sono un autore fantasy, Luca Decembri, che è arrivato al secondo livello del nostro algoritmo; e Ermes Francesco Marino, che adottando la strategia della distribuzione free, ha superato i 120 download in poche settimane.


Quanto contano la promozione e le strategie di marketing per la vendita di un e-book? Che consiglio dareste agli scrittori auto-pubblicati che vogliono far conoscere le proprie opere a più persone possibili?

La promozione conta davvero tantissimo. L’autore auto pubblicato è nella maggior parte dei casi sconosciuto. La prima cosa che deve fare, quindi, è concentrarsi sulla promozione della sua stessa persona, prima ancora che del suo libro. Per fare questo, è oggi indispensabile la presenza sui social media. Il consiglio principale che daremmo a questi autori, è di distribuire il libro al prezzo più basso possibile, o del tutto gratis.


Quali sono le cose che vorreste correggere nella piattaforma di Bookolico e quali elementi invece vorreste rafforzare in futuro? Avete altri progetti nel cassetto? 

Abbiamo un progetto innovativo nel cassetto, ma per adesso non entriamo nei dettagli. Ti anticipiamo, però, che vogliamo creare qualcosa che innovi seriamente il self-publishing e l’editoria.
Crediamo che l’editoria debba adattarsi ai cambiamenti in corso, soprattutto al digitale. Per fare questo, bisogna avere il coraggio di sperimentare nuovi modelli di distribuzione, che tengano conto dei lettori di oggi, che sono molto diversi da quelli di qualche decennio fa.


Se sei interessato a saperne di più, vai su: