martedì 4 settembre 2012

PRODURRE UN FILM A COSTO ZERO

PER UN CINEMA MORIBONDO LA CURA ESISTE...
In un mercato stagnante, con i produttori cinematografici che non sono interessati a proposte esterne, con i partner economici Rai e Medusa che operano tagli indiscriminati sulle produzioni, l’unica risposta adeguata all’immobilismo è fare da soli. C’è crisi, nessuno mi dà retta… e allora me lo finanzio io il film. Sì, avete capito bene, auto-produco il mio film.

 

Lo stanno facendo in molti, grazie alle nuove tecnologie e al coraggio individuale, smettendo di lagnarsi. Crowdfunding non è una parolaccia, ma una colletta di gruppo lanciata sulla rete. Si chiede del denaro per la realizzazione di un lungometraggio o di un cortometraggio.

Insomma, una campagna per raccogliere fondi, grazie alla quale anche Angelo Orlando, storico attore salernitano di grande talento, torna alla regia.


Rai e Medusa, i principali finanziatori dei produttori italiani, attraversano una crisi senza precedenti. In preda a voci di smembramento, distaccamento di sedi e tagli poderosi di budget, hanno il loro listino di opere bloccato fino alla fine del 2013. Significa che, se non sei Garrone o Muccino, prenderanno in considerazione i tuoi progetti tra almeno due anni. Ne cominceranno a parlare. Poi si vedrà. Per quanto riguarda invece il Ministero dello Spettacolo, i finanziamenti arriveranno sempre più con il contagocce e il produttore che ha la fortuna di beneficare dei soldi ci coprirà solamente una percentuale minima delle spese.

Che fare, allora? Una soluzione l’hanno trovata le decine di persone intraprendenti e coraggiose che hanno deciso di auto-prodursi senza fare anticamera a via Mazzini o via Aurelia, senza perdere tempo in domande e bolli, senza attendere mesi o anni per una risposta ambigua e inutile. Dalle parole sono passati ai fatti. Sono diventati i produttori di se stessi.

Il crowdfunding per un progetto audiovisivo è la richiesta di partecipazione economica a più persone, che si trasformano a loro volta in possessori di una quota del film. Mi iscrivo in uno dei siti di crowdfunding, creo un profilo adatto alla mia storia, la descrivo, la rendo il più possibile appetibile e interessante, mi invento una copertina per il film, ci metto una fotografia o magari inserisco un trailer, e poi chiedo una piccola somma di denaro (da 10 a 50 euro) per partecipare anche ad eventuali utili derivati dalla realizzazione. Naturalmente questo sistema non può essere la panacea di tutti i mali, né può sostituirsi indiscriminatamente ad una società di produzione, ma resta un’opzione valida per chi non voglia trascorrere i pomeriggi davanti ad un telefono che non suona.
 
In America il crowdfunding è una realtà già da molti anni e contribuisce al finanziamento di decine di pilot tv, serie per il web e film per il cinema. Non ultimo Pariah, che ha vinto il prestigioso Sundance Festival.

“Il settore cinematografico è in crisi e il rischio è quello che sopravvivano solo i colossi. Per contrastare questo occorre rimboccarsi tutti le maniche. Noi vogliamo appunto proporre una soluzione”. Così Tania Innamorati descrive Cineama, (www.cineama.it), un progetto nato sotto l’egida di un produttore illuminato come Fabrizio Mosca. Sorto da pochi mesi, Cineama è una piattaforma per la produzione e distribuzione di progetti cinematografici d’autore e di qualità. Qui è possibile proporre un progetto cinematografico e raccogliere collaboratori per farlo crescere e finanziare; proporsi come professionista per partecipare a un progetto; vivere l’esperienza del produttore di cinema: selezionare sceneggiature, investire piccole e grandi quote per la loro realizzazione, seguire tutte le fasi della produzione post-produzione e distribuzione del film fino alla post-distribuzione; guardare film di qualità, scovare e proporre dei film da distribuire e raccogliere consensi affinché vengano effettivamente distribuiti.

Produzioni dal basso (www.produzionidalbasso.it) è stata la prima piattaforma per le donazioni nel settore cinematografico, esiste già dal 2005 e ha al suo attivo diversi progetti passati dal regno astratto delle idee a quello della messa in scena. Ci sono film indipendenti che sono riusciti a racimolare dai 20.000 euro ai 150.000 euro e rappresenta una opportunità ampiamente collaudata per i film maker intraprendenti. Il meccanismo di partecipazione è il seguente: paghi solo quando viene raggiunto il numero di “prenotazioni” necessario a coprire tutta la spesa del progetto. Non c’è quindi un sistemato di pagamento integrato nel sito, le transazioni si svolgeranno secondo le modalità che chi propone il progetto manderà ai sostenitori una volta raggiunto l’obiettivo.

Guardando al panorama internazionale, tra i numerosissimi siti, un merito particolare spetta a Interactor ( www.filminteractor.com ), dedicato esclusivamente alla raccolta fondi per film indipendenti. Sul sito facilmente fruibile registi e filmmakers possono presentare i propri progetti, in base agli obiettivi economici che vogliono raggiungere, ad  amici, conoscenti e al pubblico in generale con lo scopo di raccogliere un micro-finaziamento. La piattaforma offre ai donatori benefit aggiuntivi, l’accesso a video-diari aggiornati quotidianamente, la possibilità di comunicare tramite il blog con i registi, di guardare le foto postate e anche avere accesso al set. Ma la funzione più importante è la Splinter, con cui Interactor ti fa partecipare al film in qualità di Executive o Associate  Producer e usufruire degli eventuali vantaggi economici che scaturiranno. Il collettivo di produttori ha accesso alla fase di scrittura e revisione della sceneggiatura, alla produzione vera e propria del film oltre ad avere  l’opportunità di partecipare alle successive call to “Become a Sponsor”.
Il sito di Eppela www.eppela.com (in versione italiana o inglese) é un altro ottimo servizio di crowdfunding, dove si possono chiedere soldi per qualsiasi progetto creativo. Dal punto di vista tecnologico e grafico offre una base sicura, un sito ricchissimo e un richiamo di grande effetto. Sono richieste somme che vanno dai 2 euro ai 100 euro. I soldi sono prelevati da un account Paypal soltanto alla scadenza del progetto e solo se il traguardo economico viene raggiunto. Quindi se il film non viene realizzato ma resta solo sulla carta, nessuno sborserà un euro. L’obiettivo di finanziamento può riguardare la produzione ma anche la distribuzione del prodotto, in un settore dove quello che conta è la visibilità. 

Il Fund For Culture – www.fundforculture.org  - promuove iniziative culturali promosse da artisti, associazioni no profit, fondazioni culturali, istituzioni pubbliche. Ancora in fase di rodaggio e nato da pochi mesi dalla creatività di Adriana Scuotto e Antonio Scarpati, Fund For Culture ha già guadagnato l’attenzione della stampa e degli addetti al settore, chiedendo piccoli contributi per chi vuole fare cultura in Italia.
Persino Linkedin si è rivelato utile per l’Associazione Movie's Geyser Onlus che ha coinvolto numerosi professionisti sul set del film Black Out. Il sito del progetto è http://www.blackoutfilm.it  
Raggiunto il traguardo della realizzazione, ora Movie’s Geyser cerca aziende, enti o altro, disponibili a sponsorizzare l'evento e a dargli la giusta visibilità. Le donazione possono essere fatte anche via Paypal su info@moviesgeyser.


Insomma, tutti i mezzi sono buoni per ottenere soldi. Che poi questi benedetti soldi sono l’energia per mettere in moto la macchina. Ci sono due tendenze positive a mio modo di vedere le cose in questa stagione di crisi: da una parte la ferrea volontà di registi e sceneggiatori di fare concretamente qualcosa, senza arrendersi ad un sistema ormai bloccato, e poi la vocazione di molte persone, spettatori disgustati o stanchi di vedere film inguardabili, a partecipare più da vicino ai progetti e a impegnarsi economicamente, rompendo la passività cui li condanna una distribuzione miope e ingessata.

In ultimo approfitto di questo spazio per chiedere a chiunque voglia di sostenere l’ultimo originale progetto di Angelo Orlando con una piccola donazione. Orlando, attore e sceneggiatore di origini salernitane, spesso ospite al Maurizio Costanzo Show, ha lavorato con artisti del calibro di Fellini e Troisi e si è fatto apprezzare per i suoi toni lievi e pensosi, per una recitazione divertente, talora poetica e mai banale. E’ passato alla reg
 ia con L’anno prossimo vado a letto, Barbara e Sfiorarsi. Orlando sta girando in questi torridi giorni di agosto in Spagna Rocco tiene tu nombre e chiede un aiuto economico per dare una post-produzione e una distribuzione adeguata alla pellicola sul sito http://roccotienetunombre.com.es/donar.html  
Il film è una favola moderna sul tema dello scambio di persona, e al centro della storia c’è l’eterno conflitto tra il mondo della fantasia e quello della realtà, tra spirito e materia. Il sito dell’opera lo ricordo è http://roccotienetunombre.com.es/donar.html per chi ne volesse sapere di più e dare il suo contributo. “La linea che separa il mondo dei sogni e dei desideri è a un palmo appena dalla vita quotidiana. – dice Orlando a proposito del suo film. - In un sottile e incomprensibile passaggio, il protagonista si trova sostituito nella sua vita da un’altra persona… che prima pensava appartenesse solo alla fantasia della sua infanzia. Per quanto si sforzi, non riesce a raggiungere tutto quello che prima aveva. Dov’era prima? Dove si trova adesso? Il dramma esistenziale di quest’uomo ci fa entrare nella fragilità di questa realtà per come la vediamo. Questa evoluzione spirituale ed emozionale porta il protagonista a compiere un viaggio attraverso un osservare la vita in un modo diverso. In questa storia il passaggio da un lato all’altro dello specchio attraversa e marca un’estetica sognatrice e confusa. Il mondo dei sogni e degli incubi è uguale a quello che è il mondo reale”.