venerdì 24 agosto 2012

PRIMA LEZIONE DI SCENEGGIATURA: raccontare un cambiamento, in una singola scena come in tutta la storia

Un esempio pratico: l'analisi di alcune pagine della sceneggiatura di Senso (scritta da Visconti e Suso Cecchi D’Amico).

Il conflitto sposta sempre l’azione. A ogni segmento narrativo le aspettative dei personaggi saranno ribaltate.


 
La sceneggiatura di Senso (1954) è firmata da Carlo Alianello, Giorgio Bassani, Giorgio Prosperi, Suso Cecchi d’Amico e Luchino Visconti, anche se la piena paternità della scrittura va ascritta solo ai due ultimi nomi che figurano nei titoli.

Le vicende del film sono ambientate a Venezia nel fatidico 1866. Nel corso di una recita alla Fenice, gli irredentisti organizzano un lancio di volantini. Il tenente austriaco Franz Mahler, che insulta gli italiani, viene sfidato a duello dal patriota conte Ussoni. La contessa Livia Serpieri è la cugina di Ussoni e avvicina Mahler per intercedere a favore del conte, ma si innamora del tenente austriaco e non resiste al suo fascino. Pur sposata, Livia intreccia una relazione clandestina e cede persino alle richieste di denaro del suo amante.

La scena che segue è l’incontro tra Livia e Mahler. Il motore di questa scena è il conflitto tra due caratteri opposti, una donna sensibile, una patriota italiana di nobili ascendenze, e un ufficiale straniero cinico e corrotto. In seconda istanza noterete che ad ogni beat della scena si creerà un divario tra l’attesa della nostra eroina e le conseguenze dell’azione, tra le aspettative di Livia e il risultato che invece si produce.

ESTERNO - PORTICATO VENEZIA - NOTTE
Livia avanza frettolosamente tra militari e civili. In un gruppo di ufficiali austriaci, in un angolo, c’è il bel Franz Mahler.

VOCE LIVIA
Ma quando rividi quell’ufficiale, capii che era lui la causa delle mie apprensioni e che per molti giorni io non avevo fatto altro che temere quell’incontro.

Livia è all’altezza del gruppo di ufficiali. Mahler si volta.

FRANZ
Contessa Serpieri!

Livia si ferma e Franz la raggiunge. Saluta portandosi la mano sulla visiera.

LIVIA
Cosa vuole?

FRANZ
Mi permette di farle da scorta in questo quartiere?

LIVIA
No grazie, tenente Mahler.

FRANZ
Ma c’è il coprifuoco a Venezia, ed è già molto tardi.

LIVIA
Vuole forse arrestarmi perché sono in giro durante il coprifuoco?

FRANZ
Non ho mai fatto arrestare nessuno per così piccole infrazioni ai regolamenti!

LIVIA
Cosa ne pensa dell’arresto di Roberto Ussoni?

FRANZ
Oh, è stato arrestato? Credvo che gli avessero fatto cambiare aria per un po’.

LIVIA
Lo hanno mandato in esilio, e lei lo sa.

FRANZ
Lei pensa che sia colpa mia. Ma le assicuro che ha torto. Spero che lei mi creda. E poi quell’Ussoni ne sarà soddisfatto. Mi sembra il tipo nato apposta per sacrificarsi per qualche nobile causa.

LIVIA
E lei è nato apposta per che cosa?

FRANZ
(ridendo divertito) Per essere quello che sono.

LIVIA
Per essere quello che è… Buonanotte.

Livia si allontana. Franz la raggiunge di corsa.

FRANZ
Non crede che sarebbe stato meglio se m’avesse detto l’altra sera all’opera che quell’Ussoni era il suo amante? E che desiderava facessi di tutto per farlo rimanere a Venezia?

LIVIA
Un uomo con un minimo di educazione non approfitterebbe del fatto che sono sola per insultarmi.

Franz ride. Livia si allontana nuovamente e Franz la segue a qualche passo di distanza.

ESTERNO - PONTE E FONDAMENTA RIELLO - NOTTE
Franz ha quasi raggiunto Livia. La donna si ferma e si volta.

LIVIA
Le ho già chiesto di non seguirmi.

FRANZ
Ma io non la sto seguendo.

Livia riprende per la sua strada… sempre seguita da Franz. Si ferma di nuovo.

LIVIA
Ah, lei non mi segue?

FRANZ
Mi consideri la sua ombra.

LIVIA
Grazie, mi basta la mia.

Livia riprende il cammino, ma si ferma ancora alla voce di Mahler.

FRANZ
La mia la proteggerà molto meglio.

LIVIA
Insomma, non mi segua!

Si avvia di fretta ma improvvisamente si ferma spaventata per aver scorto il corpo di un soldato austriaco per terra.
Il cadavere è disteso sul bordo delle fondamenta. Franz si china su di lui e gli solleva il capo.

LIVIA
Ma è morto?

Franz, ancora chinato, tiene tra le braccia il corpo dell’austriaco. Lo riadagia lentamente a terra.

FRANZ
Sì.

LIVIA
Ma come…

FRANZ
Hsss!

Le fa cenno di tacere. RUMORE CADENZATO DI PASSI. Franz raggiunge Livia, la prende per un braccio e la trascina dietro un archetto.

FRANZ
Venga su, venga presto!

Copre Livia col velo.
Dal fondo della calle avanza una pattuglia austriaca di cinque uomini. Uno dei soldati scorge il corpo del morto. Il capo pattuglia si china su di lui. Pronunciano parole incomprensibili. ORDINI IN TEDESCO. I soldati sollevano il corpo a braccia, lo portano via allontanandosi sotto il portichetto delle fondamenta. Di nuovo PASSI CADENZATI. ORDINI IN TEDESCO.
Livia e Franz si sentono sollevati. Livia si toglie il velo.

LIVIA
Grazie.

Si avvia, ma Franz la segue.

FRANZ
Vede che non è molto piacevole far parte di un esercito di occupazione. Si è costretti a vivere in mezzo a uomini che ti odiano. E noi giovani, lontani da casa, soli, si finisce col corteggiare le loro mogli, le loro fidanzate.

LIVIA
Sì, capisco. Buonanotte, tenente, non ho più paura. La prego non si disturbi ad accompagnarmi. Buonanotte.

Livia esce dall’archetto. Ha un attimo di esitazione e si avvia. Ma dopo qualche passo si ferma e si volta verso Franz.

LIVIA
Ma c’è una cosa che vorrei lei sapesse. Roberto Ussoni non è il mio amante. E’ mio cugino. Ed è la persona che io ammiro di più a questo mondo.

FRANZ
L’ammira più di suo marito?

LIVIA
Vede, mio marito ed io abbiamo opinioni molto diverse per quanto riguarda gli austriaci. Lui è disposto ad accettarli e ne sollecita anche i favori. Io sono come mio cugino: una vera italiana. Buonanotte.

FRANZ
Contessa Serpieri!

Scompaiono uno dietro l’altra all’angolo della calle.

ESTERNO – CALLE VENEZIA – NOTTE
Nella città assopita e dall’atmosfera rarefatta, Livia cammina seguita a breve distanza da Franz.

VOCE LIVIA
Camminammo a lungo insieme per le calli deserte. Le mie prevenzioni si erano dileguate. Il tempo non esisteva più. Esisteva soltanto il piacere non confessato che provavo nel sentirlo parlare, nel sentirlo ridere. 1


Ci troviamo chiaramente nell’ambito del melodramma. In tutta la cinematografia di genere, il pubblico è predisposto ad una comunicazione per cliché. Un’economia narrativa riconoscibile fornisce un insieme di regole condivise che consentono a chi scrive di utilizzare personaggi, formule e iconologie stabilizzate ed a chi guarda l’opera di organizzare un sistema di attese.
La scena di Senso non viola la rappresentazione classica. Ripropone un universo caratteristico ed una trama canonica attraverso calchi del melò. Un’eroina romantica fin dall’inizio confessa di provare un sentimento irrazionale che censura: ha un debole per Franz Mahler, un ufficiale spavaldo e sicuro di sé. Ma Livia Serpieri è anche una donna sposata e, da patriota, odia gli austriaci. Grazie alla voce narrante sappiamo che nell’animo di Livia è in atto una tempesta. Gli ostacoli che si frappongono al suo amore sono il matrimonio ed il patriottismo, entrambi sviluppati a livello interiore. Ma Franz insiste nel seguire Livia. Beat dopo beat il copione indugia nel corteggiamento, come seguendo una coreografia ben studiata. Livia oppone una resistenza. E’ fissata da subito la riluttanza della protagonista a lasciarsi sopraffare dai sentimenti personali. La donna sembra un esempio di virtù.

La narrazione scorrerebbe piatta e banale se non succedesse qualcosa. Gli sceneggiatori fanno imbattere Livia in un imprevisto. Ecco una barriera che interrompe il racconto un attimo prima che il pubblico cominci a stancarsi delle schermaglie amorose. Il tempismo è perfetto. Livia trova sulla sua strada il cadavere di un soldato austriaco e la ronda di un plotone nell’ora del coprifuoco.
Questo problema viene sfruttato da Franz. L’austriaco rompe gli indugi e abbatte le difese di Livia. L’ufficiale approfitta della situazione rischiosa per offrire il suo aiuto alla donna.
Il pubblico si domanda: “l’imprevisto come farà evolvere la scena?”
La presenza del cadavere e l’intervento di Franz scatenano le forze che impediscono all’eroina di realizzare il suo desiderio di mantenersi distante.
Il contatto tra i due sembra incrinare alcune certezze.

Livia, superato il pericolo, si intrattiene con Franz. “Ma c’è una cosa che vorrei lei sapesse.” segna il suo capitolare. Stavolta Livia non recita la parte della donna offesa: è interessata a precisare la sua identità e scoprire come Franz la pensi. La donna è impercettibilmente cambiata. Livia ha elaborato una visione diversa della situazione, basata su un nuovo stato d’animo. La scrittura enfatizza il cambiamento e regala al pubblico il piacere di concentrarsi sugli effetti causati dagli eventi e sulla comprensione che se ne ricava. Alla fine della scena apprendiamo che la coscienza di Livia quasi si smarrisce, estasiata dalla nuova ebbrezza di intrattenersi con Franz.
La scena è esentata dal far passare informazioni, e dunque si concentra sulla zona calda dell’azione. Lo spettatore conosce Livia nella sua intimità: sa benissimo che è attratta da Franz. Si mette comodo sulla poltrona e si gusta lo spettacolo. Riesce a decifrare quanto la nobildonna non dice esplicitamente. Sembra intuire ciò che potrebbe dire in anticipo. Ascolta incuriosito reticenze, timori, ipocrisie e pause. Da una parte è gratificato dalla comprensione della storia, dall’intelligenza dei fatti di cui è stato preventivamente edotto; dall’altro ha il sentore che verrà preso in contropiede e dopo una lunga sospensione riceve l’acquisizione di una nuova azione, è testimone di uno scarto ulteriore del racconto.

Se poi sfogliamo la scena del film strato per strato, scopriamo che a un livello sotterraneo scorre il tema globale della storia. Il primo incontro tra i due amanti lancia il senso generale del racconto. Quando Franz lamenta: Non è molto piacevole far parte di un esercito di occupazione e Livia ammette con orgoglio: Io sono una vera italiana, i due enunciano l’argomentazione tematica (“la sconfitta dei sentimenti è anche sconfitta morale per chi intende cambiare la Storia”). Parlare di amore in quegli anni è come parlare di politica, guerra, nazionalismo, libertà ed anche di occupazione straniera. La coscienza dei singoli è legata in maniera indissolubile alla prospettiva storica, anche quando si professa la mancanza di una consapevolezza politica.
Nella scena successiva Franz si professerà pacifista, o almeno troverà del tutto inconcepibile che della gente possa uccidersi per fatti che non lo riguardano: - Io suppongo che sia una seria mancanza da parte mia il non essere riuscito ad interessarmi alla guerra, alla politica, alle cessioni ed occupazioni di territorio. Il tema del film torna alla ribalta nella conversazione tra i due e fornisce a Livia l’alibi per amare un soldato nemico. Agli occhi della donna infatti l’infantilismo di Franz e la sua ingenua apoliticità appariranno una giustificazione ideale per gettarsi tra le braccia del nemico.

Spero che il lungo esempio non vi abbia tediato. L’analisi di questa scena serve a dimostrare la necessità di costruire situazioni che portino i personaggi a modificare i loro valori. Calate i vostri protagonisti in un imbuto e chiamateli a una scelta. Quando il loro mondo soggettivo entrerà in collisione con il mondo oggettivo, quando la loro previsione sarà differente dal risultato esterno, avrete ottenuto una mutazione di cariche emozionali. Passate da odio a  amore, da libertà a schiavitù, da ignoranza a comprensione, da un polo valoriale al suo opposto, e la vostra scena si accenderà di energia e coinvolgerà il pubblico.
 

Nessun commento:

Posta un commento

Commenta...